Stella del mattino

Eoni fa,

quando la terra era ancora nella mattina del suo giorno

-una palla di fuoco che vibrava nel cielo-

una stella attraversò la volta celeste.

 

Veniva da un luogo lontanissimo e segreto.

Veloce,

cadeva.

Cadde sulla terra

e lì rimase.

 

Da stella cadente fu pianta,

da pianta fu pesce.

Da pesce divenne dinosauro,

ed infine fu uomo.

 

Eoni fa cadde sulla terra.

Eoni dopo ancora la calpesta.

Ubriaco di tutta la vita che ha vissuto,

è questo il triste destino degli angeli caduti.

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Stella del mattino

Ho incontrato un Bukowski

Ho incontrato un Bukowski

a Berlino,

tracannava birra in ciabatte

appoggiato al sudiciume del treno.

Probabilmente non ha mai scritto una sola riga in vita sua.

 

Berlino, 07-08-2016

 

Ho incontrato un Bukowski

Fumo

Degas,

che amò molto il disegno,

passeggiava lungo il boulevard

immerso nei fumi della città.

Da una sigaretta

appoggiata

su un labbro screpolato

si alzava un filo

che saliva alle nuvole,

vaporose come gli sbuffi

dei treni

che scappavano per la campagna

come cavalli imbizzarriti,

dipingendo i prati

con larghe campiture;

i treni

che arrivavano in stazione

riempendo

il vetro e l’acciaio

di fumo nero

e fumo grigio,

come un’enorme

pentola che cuoce patate;

fumo

che si assopiva

sui gilet e sulle cravatte

dei passeggeri,

che veniva accompagnato

lungo i boulevard

sui quali passeggiava

Degas,

che amò molto il disegno,

e guardava

il fumo.

 

Fumo

 

 

Fumo

Atlantide

Venezia

che galleggia

vanitosa

e timida

affondata

sui canali,

Venezia

appoggiata

alla laguna

come una nave

arenata;

Venezia

vista da Burano,

diva del cinema

serenata

porto lontano,

Venezia

pezzo di luna.

 

Voglio

camminare

per Venezia,

fra le brume

e le calli,

incontrare

Corto Maltese

che parla

coi gatti

ed Hemingway

seduto all’Harry’s Bar

che scrive

d’amore;

voglio

conquistare

le donne

di Venezia

come fossi

Casanova,

mascherarmi

a carnevale

su una gondola

al tramonto

e sedermi

in una corte

silenziosa

ad ascoltare

il crepitare

della sera.

 

Le barche

dipingono

Venezia,

le luci

del mare

la imperlano

come orecchini

e collane;

Venezia

Venezia

città

triste,

isole

lontane.

 

Atlantide

Atlantide

Il mio vicino di stanza

Era un uomo in bianco,

fumava una sigaretta

con le ciabatte e i pantaloni lunghi,

sembrava Hugo Pratt quando era bello nel suo burbero silenzio.

Lo rividi nella sala della colazione

mangiare di fronte ad una donna,

sempre in silenzio come Corto Maltese.

Forse era uno scrittore ritirato lì

per cercare un’ispirazione,

forse chissà.

 

Praga, 06-08-2016

Il mio vicino di stanza