Terra di nessuno; 8 – John Wood

L’avvocato corse nell’ufficio dello sceriffo tutto trafelato. Era rosso in viso e ansioso di parlare. Lo sceriffo, dal canto suo, era seduto con le gambe sul tavolo, e quando lo vide entrare le posò a terra preoccupato e si rizzò sulla sedia.

-Che c’è?!

-Lucinda…- disse ansimando –è scappata.

-Cosa?!

-Non è più in città, e con lei se ne è andato anche Carl Schlomo.

-Ma… perché?

-Non saprei, me lo ha appena riferito la padrona del bordello, appena l’ha scoperto, siccome sapeva che seguivo le indagini. Ho pensato di avvertirla.

-E i soldi di Pat? Li ha presi su? Impossibile che abbia fatto così presto.

-Non so. Non so.

Lo sceriffo corse allora fuori dal suo ufficio, fino alla banca. Entrò irruento, sbattendo la porta: Mr. Money era seduto dietro al vetro, come al solito- visiera verde in testa- e Mr. Tomb, lì di fianco, era in piedi che parlava con lui. Guardarono entrare lo sceriffo e Mr. Money domandò:

-Che succede, sceriffo?

-Lucinda Ley è fuggita. Ha preso i suoi soldi o glieli hai rubati come li rubasti l’altra volta?!

-Ma… no, no. Io stavo facendo di tutto per farglieli avere, non sapevo fosse fuggita. Guardi, sono qui sul banco.

Mr. Money indicò delle banconote, poi disse:

-Davvero non capisco.

Lo sceriffo lo guardò torvo, poi diede un’occhiataccia a Mr. Tomb.

-E lei? Cosa ci fa qui?

-Parlavo con il mio amico, se non le spiace. Nulla di strano.

Lo sceriffo bofonchiò qualcosa, poi se ne andò dicendo che non ci capiva nulla.

I due, il banchiere e il notaio, rimasti soli, si guardarono per qualche istante poi scoppiarono a ridere, come se non dovessero più smettere.

 

Lo sceriffo era nel suo ufficio, rientrato da poco dalla banca, ancora con le gambe sul tavolo, quando l’avvocato irruppe nuovamente col fiatone.

-Che succede stavolta?!- disse lo sceriffo ripetendo i movimenti di prima.

-Il dottore…- rispose lo sceriffo –si è suicidato!

-Cosa?!

Lo sceriffo restò immobile sulla sedia, come incapace di movimenti.

-La sua governate mi ha detto che aveva appena saputo della fuga… di Lucinda, e così si è impiccato.

-Le voleva troppo bene, a quella donna- disse lo sceriffo, che per una volta ci prese, a dispetto della sua stupidità. Dopodiché si adagiò sullo schienale della sedia, rassegnato, si fece allungare la bottiglia di whisky e cominciò a bere dicendo che non ci capiva più nulla davvero.

E non smise più di bere fine alla fine dei suoi giorni.

 

Lo sceriffo, quella sera, raggiunse la tomba di Pat Trigger, sulla collina fuori città, dove avevano allestito il cimitero.

Si mise davanti alla lapide con la bottiglia in mano e parlando coi morti o da solo disse:

-Scusami, amico mio, se non ci ho capito nulla.

Tracannò un sorso e se ne andò.

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