Terra di nessuno; 6 – Mr. Money

Lo sceriffo e l’avvocato uscirono dal saloon ed entrarono in banca, ignorando quanto il destino -o il caso- fossero buffi e burloni: Mr. Money stava ancora contando i soldi di Pat, e si era appena reso conto di quanti fossero, che si ritrovò John Wood ad oscurargli la luce.

-Sceriffo. Salve.

-Salve- disse cavernoso Wood.

-Desidera?

-Certamente saprai già perché sono qui…

Mr. Money sorrise ed alzò alcune banconote facendole ondeggiare.

-Per questi?

-Esatto. Presumo che tu aiuterai quella povera donna disperata…

-Mi pare logico.

Altro sorriso.

-Allora non ho più niente da dirti. Arrivederci.

Mentre uscivano, l’avocato chiese:

-Ma le dà del tu?

-Sì, una volta l’ho picchiato perché aveva fregato un poveretto. Lui fa finta di rispettarmi, ma io non sono ipocrita.

Ecco, magari non ipocrita, ma piuttosto credulone sì: convinto che bastino pochi pugni per redimere un truffatore come Mr. Money.

-Non ha detto niente a Mr. Money circa il dialogo che ha avuto con il notaio?- chiese l’avvocato.

-No, la mia strategia è tenerlo all’oscuro, non vorrei che capitasse qualcosa di spiacevole come l’altra volta…

Povero sceriffo, così incantato dal mondo: forse quell’aria da burbero era una maschera, oppure era davvero burbero e davvero stupido, ed era meglio per lui suonare i piatti nella banda della città piuttosto che amministrare la giustizia.

-Quale altra volta?

I due stavano passendo davanti all’ufficio dello sceriffo e alle prigioni, e così John Wood indicò la finestra di una delle celle e disse:

-Quell’altra volta.

Dalla finestra uscivano urla disumane che sembravano strilli di una scimmia marchiata a fuoco, urla di dolore e perversa sofferenza.

-Embè? Si sento tutti i giorni tutto il giorno, di continuo. Cosa c’entrano?

-A quel tizio Mr. Money promise dei soldi, non so bene come, in ogni modo lo illuse di poterlo aiutare. Alla fine lo fregò, gli rubò tutto e lui disperato fece una strage: uccise sua moglie e i suoi figli, cioè le bocche che doveva sfamare coi dollari di Mr. Money che non ebbe mai. Fu incarcerato, ma il banchiere assolto per mancanza di prove: indagai sul caso con il notaio, ma non venne fuori niente. Peccato. Tutti si sono dimenticati il suo nome, quelle urla cancellano ogni cosa: è troppo pazzo, ma non possiamo impiccarlo.

-E perché?

-Perché mi rifiuto di farlo, è una cosa disumana impiccare qualcuno. E poi così mediterà sul suo gesto impulsivo.

-Ma è pazzo! Non può meditare!

Lo sceriffo non rispose e l’avvocato pensò che quell’uomo era troppo stupido, talmente tanto stupido da non rendersi conto di quanto fosse effettivamente stupido.

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