Terra di nessuno; 4 – Jack Bridge

Quello che fece lo sceriffo dopo aver incontrato Lucinda fu ricongiungersi con l’avvocato e lasciarsi trasportare, inconsapevolmente, dal destino e dal suo disegno.

Entrarono nel saloon, per rinfrescarsi dal caldo del sole e dall’aridità di tutta quella polvere: Jack Bridge era ancora seduto al bancone, con vicino a lui il bicchiere svuotato da dottore neanche dieci minuti prima. John Wood andò a sedersi vicino a Jack, non certo perché sapeva di poter trovare in lui qualche informazione, piuttosto per bersi un bicchiere in compagnia di un burbero come lui, che fra burberi non si crede di esserlo e si pensa di fare i belli.

Mentre bevevano e l’avvocato prendeva appunti, lo sceriffo iniziò una conversazione già senza speranza, perché sapeva che Jack Bridge non conosceva neppure un fatto. Ovviamente si sbagliava, ma chi poteva informarlo?

-Cosa ne pensi dell’affare di Pat?

-Non ne penso niente.

-Non hai avuto per caso qualche voce?- chiese con finta speranza.

-No.

Ora, se Jack avesse detto ciò che gli aveva riferito il dottore, probabilmente lo sceriffo avrebbe capito più cose, o meglio, capito che c’erano più cose, come lui sosteneva, ma Jack, essendo stato zitto, precludeva qualunque svolta, così lo sceriffo disse:

-Lo sapevo, grazie lo stesso.

Finì il suo bicchiere e se ne andò. L’avvocato lo seguì.

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