Terra di nessuno; 2 – Lucinda Ley

John Wood era lo sceriffo. Lui era la legge, e quello che diceva andava fatto. John Wood era quanto di più simile ad una carogna camminasse su due gambe e parlasse: un bastardo vero e proprio, con una paglia costantemente in bocca e il cappello a fargli ombra sugli occhi, per sembrare più cattivo.

Quando venne a sapere che Pat Trigger era stato ucciso a duello non ci credette, così fece una cosa: andò dal dottore, un tale Hyppo Quinine, grasso e baffuto di grigio, che aveva accertato la morte.

-Stecchito- disse allo sceriffo, che andò così a farsi un bicchiere all’anima del povero Pat.

Riposa in pace.

Dopodiché, anche se non ne aveva voglia, iniziò a fare ciò che la stellina appuntata sul gilet gli imponeva: interrogare, indagare, capire perché Pat Trigger, che non doveva morire, era morto. Più che una questione legale, che il duello era un duello, e Carl Schlomo non poteva essere processato per omicidio, non in quella città, non con quello sceriffo, era tutta una questione meramente di principio: John Wood voleva -e doveva- capire cosa diavolo era successo alla colt di Pat.

 

La prima persona che decise di incontrare fu Lucinda Ley, detta la Sciantosa, perché era bella e distrutta, una delle puttane del bordello: puttana perché senza più nessun’altra speranza di vivere, e amante di Pat, lo sapevano tutti. Lui era geloso, lei bellissima, lui la proteggeva e lei se lo portava a letto fuori dall’orario di lavoro, ed era l’unico con cui facesse amore vero, e non sesso e basta. Stava di fatto che se c’era qualcosa che non andava in Pat -una delusione, una piccola screzia- Lucinda Ley l’avrebbe saputo. Così fu ovvio per lo sceriffo andare subito da lei per restringere il cerchio delle indagini.

John Wood entrò nel bordello e una folata di profumo scadente e nauseabondo lo travolse: le luci rosse dei lampadari vorticavano nei suoi occhi come tempeste di sabbia, e le donne, nude o coperte da semplici drappi colorati, lo accerchiarono sorridendo e squittendo.

La proprietaria, una vecchia che da giovane lavorava lì e che aveva ereditato dalla precedente padrona (una vecchia che da giovane lavorava lì), gli venne incontro e gli disse:

-Cosa porta lo sceriffo, la legge, in un postribolo come questo?

-Una disgrazia. Avrai saputo senz’altro di Pat Trigger, vero?

-Certamente,- rispose melliflua la donna –Lucinda non è scesa neppure per il pranzo oggi.

Lo sceriffo annuì sorridendo e raggiunse il piano superiore -la camera di Lucinda- appena in cima alle scale. La cosa che notò mentre andava verso la stanza fu che dalle porte aperte delle altre camera intravedeva solo divani, e non letti, e questo lo meravigliò alquanto. Una volta entrato nella stanza di Lucinda, dopo aver bussato e aver sentito lei che lo chiamava dentro, osservò che anche lì c’era un divano e non un letto: era la prima volta che metteva un piede in quel posto, e la cosa lo stupì, perché da giovane, nei bordelli delle altre città di frontiera, aveva trovato solo letti.

-Come mai in questo bordello ci sono solo divani?

-In Francia i letti sono più grandi perché i francesi sono più romantici: oltre che per dormire li usano per farci l’amore. A noi, per quello, basta un divano.

-Ah- disse lo sceriffo. Poi si tolse il cappello, e visto che il ghiaccio era rotto guardò gli occhi lucidi di Lucinda: stava piangendo, era piuttosto naturale.

-Saprai perché sono qui, immagino.

-Pat è morto in un duello da gentiluomini, la legge non può fare niente per ridarmelo indietro, né tantomeno per vendicarmi.

-Lo so, ma Pat era un mio caro amico: sto indagando non come uomo di legge, né tantomeno come uomo di Dio: sto indagando come John Wood, perché voglio capire dove Pat ha sbagliato, cosa ha fatto: lui non perde mai.

-La verità è che a tutti capita di sbagliare, e stavolta è toccato a lui, anche se non gli era mai successo.

-No, Pat Trigger non sbaglia mai. Due anni fa arrestò una banda di trenta banditi mentre assalivano un treno. I banditi esplosero trecento bossoli, e nessuno ferì minimamente Pat, che anzi ne sparò ventisei e tutti e ventisei andarono a segno, nel ginocchio destro di ogni bandito. Pat Trigger non sbaglia, e io sono qui per capire cosa è successo.

Ci fu una pausa. E poi:

-Tu sai qualcosa, Lucinda?

-So perché si sono sfidati. Carl, quel giovane nevrotico e ansioso, venne da me qualche sera fa. Pagò per un servizio normale, cioè lui me lo infila dentro, poi viene, godiamo e se ne va. Il problema è che alla fine della cosa mi chiese un pompino, e io gli che l’avrei fatto se mi pagava, ma lui lo voleva gratis e insomma mi violentò, e tanto, senza pietà. Lo dissi a Pat e Pat andò da questo qui, per dargli una lezione. Carl lo sfidò, e il resto lo sai.

Descrizione pragmatica di una donna alla mano. Lo sceriffo rimase per un po’ in silenzio, perplesso. Poi disse:

-La storia può anche avere senso, ma resta il fatto che Pat ha perso contro un tizio che doveva morire subito sotto lo sguardo di Trigger. C’è dell’altro, sono sicuro, ma per ora basta così, mi hai già aiutato. Grazie.

John Wood si rimise il cappello e se ne andò, ancora avvolto dal profumo nauseabondo e poi dal sole e dalla polvere della frontiera.

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