Olio su tela; E d’arte e d’amore, ovvero di quando impazzii – 16

Dopo che Renoir morì, e io lo vidi mentre lo faceva, capii che non c’era più posto né tempo: passarono altri sette anni, in verità, e in quei sette anni vidi solo una coppia fare l’amore sotto una grondaia -romantico e triste. Decisi che era ora, basta così: siccome non avevo le palle per ammazzarmi, e siccome lei non c’era, e siccome io l’amavo, presi un treno e andai fino a Marsiglia.

Lì, in quella città, ci era morto Rimbaud: lui aveva smesso di scrivere poesie, e anch’io; lui era fuggito dalla società, io da un amore; lui era morto, malato e stanco, e io lo sarei stato a breve se non me ne fossi andato: presi una nave e andai a New York.

 

Ed eccomi sul ponte che guardo il mare, il mare che brilla di verde come i suoi occhi alla luce del sole in estate, e guardo il cielo, e le nuvole morbide come la sua pelle, e vedo il suo volto sulle mie retine, e vedo lei, ovunque, condannato in eterno.

L’America, tutta davanti a me; lei, da qualche parte.

Io la amo; l’amerò per sempre: ho deciso così.

 

 

 

 

FINE.

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